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LA
STANZA DELLE OMBRE CURIOSE
Un’alta parete ad anello,
quasi un anfiteatro, sbiancata, luminosissima e con una sola stretta
apertura...
E’ lo spazio
fascinoso che di notte attrae le ombre: l’ha voluto il signore del
castello, per intromettersi nell’eccitante senso della loro
distinguibilità...
Inquiete, curiose quando
non sopportano più il buio che le rende invisibili corrono qui da ogni
parte. Non c’è luogo al mondo che non sia rappresentato.
Si ritrovano,
finalmente liberate
dalle strutture solide a cui erano costrette ad aggrapparsi.
Senza peso, impalpabili si
intersecano, muovendosi armoniosamente nei vuoti d’aria, sfiorandosi col
piacere di scoprirsi. Non hanno bisogno di linguaggio per intendersi: i
misteriosi fremitii che
emettono, quando i loro contorni inconsistenti si confondono infilandosi gli
uni negli altri, sanno
esprimere più di ogni parola.
Movenze appena accennate,
contatti di membra come abbracci
si incrociano e si intensificano di mano in mano che
le confidenze si fanno più
provocanti, ognuna sa qualcosa di noi che le altre ignorano.
Pezzi di vita segnati per
la miseria delle aspirazioni, erosi dall’inconcluso quotidiano,
faticosamente messi in disparte da chi li ha vissuti, tornano a galleggiare
fra il cicaleccio
di insonni sagome
notturne.
Ciò che la loro curiosità
ha raccolto nel passaggio fra uomini e cose si manifesta in un osmotico
scambio di riscontri
molestanti....
Nemmeno i maneggi del
signore del castello hanno il
potere di interporsi...
il paludoso inconfessabile
che presiede
ai giochi del passato, agita
i profili
delle ombre e ogni notte, finché il tempo avrà notti, gli avanzi di
ciò che abbiamo tentato di scrollarci via torneranno a tracimare nella
stanza delle ombre curiose.
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